martedì 18 luglio 2017

QUESTE TRAME DENTRO ME


Mi sono messo nei pasticci.
Ho scoperto anch'io novità scottanti sul caso Moro.
Una macchina mi segue, ombre sinistre si muovono in giardino.
Mi sento in trappola. Mafia, massoneria, brigate rosse, chi è che mi pedina?
Per fortuna ho trovato questi buoni consigli, ora posso difendermi con efficacia.


(Sto scherzando, s'era capito? Son tutte cazzate e fanno schiantare dal ridere).



immagine deviantart

venerdì 14 luglio 2017

HONDA SU HONDA


E sulla famosa motocicletta Honda, vacilla il mio complottismo.
Chi c'era sull'Honda mentre la scorta di Aldo Moro veniva trucidata dalle brigate rosse  il 16 marzo '78?
Il senatore Pellegrino dice di credere alla ricostruzione del br Raimondo Etro: sulla moto c'erano due scemi che avevano saputo in anticipo dell'azione.
L'ispettore Digos in pensione Enrico Rossi dice che c'erano due uomini dei servizi segreti (smentito anche dal senatore Miguel Gotor ).
Che la moto ci fosse, lo dice prima di tutto l'ingegner Marini, che a suo dire fu bersagliato da una raffica sparata dal passeggero della moto. Qualche colpo finì sul lunotto del suo motorino, o così pare, perché qui non ci sto più a capire una sega. 
Proseguo col resoconto stenografico dell'audizione del senatore/giudice/avvocato Ferdinando Imposimato.  E riecco la moto Honda, e Marini che dice di riconoscere nel br Corrado Alunni uno dei due uomini sulla moto. Imposimato dice che è impossibile perché quel giorno Alunni era già in galera, a Regina Coeli. A me risulta che Alunni fosse libero, sarà arrestato nel settembre 1978.
Mi sto incasinando la vita e non scoprirò niente di nuovo.
Per oggi facciamo che la moto non c'era e che il testimone Marini non è attendibile, come argomenta l'ex br Paolo Persichetti. 
Poi domani vediamo.


giovedì 13 luglio 2017

QUASI COINCIDENZA ??




Continuo la lettura dei resoconti stenografici della commissione parlamentare d'inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro.
Ho trovato un passaggio che non mi torna, nelle risposte del giudice Rosario Priore, del 17 dicembre 2014.   (a pagina 6)

"Moltissimi Paesi erano interessati alla morte di Moro. Era un periodo in cui c'era una sorta – è brutto dirlo – di politica del far sparire tutti coloro che seguivano un certo orientamento. Ricordiamoci che il caso Moro avviene quasi in coincidenza con l'uccisione del capo del governo spagnolo, l'ammiraglio Carrero Blanco, a Madrid. Fu un attentato clamorosissimo, in quanto si era riusciti a piazzare una carica di esplosivo eccezionale in un determinato tombino sopra il quale doveva passare l'auto di Carrero Blanco. Tutti dicevano che erano stati soltanto quelli dell'ETA, ma io non ci ho mai creduto, poiché è stato un attentato raffinato, in un certo senso organizzato bene (anche se è brutto dire che un attentato è organizzato bene, potrebbe sembrare cinico)"

L'ammiraglio Carrero Blanco muore a Madrid, in seguito ad un attentato contro di lui organizzato da Eta, il 20 dicembre 1973. 
Il presidente Aldo Moro viene ucciso dalle Brigate Rosse a Roma, il 9 maggio 1978.
Una distanza temporale di quattro anni e mezzo diventa -quasi coincidenza-, a voi vi torna?




immagine da www.deblog-notes.com
 

martedì 11 luglio 2017

SPY STORY IN MOVIMENTO


Sono tornato nel mio labirinto mentale: il Caso Moro.
Leggo i resoconti stenografici dell'ultima commissione parlamentare.
Chiamano personaggi coinvolti e fanno domande.
Ci sono novità, che per qualcuno non sono novità.
E' passato tanto tempo, c'è chi dice ormai, dai, via, basta.
Ma io leggo lo stesso.
E nella mia personalissima classifica, per ora, è in testa Alberto Franceschini.
Se volete vi spiego perché.

lunedì 3 luglio 2017

PICCOLA IGUANA PISANA


Quando appare non ci crediamo.
Troppo grosso, troppo verde.
Nessuno fa in tempo a fotografarlo, l'apparizione rimane nella storia.
Un ramarro nell'aia.
Un lucertolone fluorescente lungo come un a4.
Non l'avevo mai visto.
Probabilmente sono state le vibrazioni di rock dal vivo a stanarlo dal suo nascondiglio. Se abita qui è proprio un tipo che non lo vedi mai.
Io non l'avevo mai visto un ramarro, né qui né altrove.

Sauro della famiglia dei Lacertidi, di colore verde brillante, rapidissimo nei movimenti.


foto fotografianaturalistica.org

domenica 25 giugno 2017

SARDINIA KOLOSSAL



E' fuori.
S'è fatto 25 anni di galera.
Non si è pentito.
In carcere, durante la sua detenzione, in regime di 41-bis, ha anche tradotto Stato e Anarchia di Bakunin (dall'italiano al sardo)
E' l'unico detenuto ad essere riuscito a evadere dal carcere dell'Asinara (con un compagno di detenzione), la moglie lo va a prendere col gommone e insieme fanno ciao-ciao alla nostrana Alcatraz.
La moglie l'ha conosciuta a Bologna, dove era andato a studiare agraria e dove frequentò ambienti di autonomia.
Il bandito-studente. L'ultimo bandito sardo. Condannato a vent'anni per il sequestro Farouk Kassam, il bambino di sette anni a cui tagliò una porzione di padiglione auricolare. 
Non si considera un criminale italiano, sarda è la sua nazionalità perché la Sardegna è la sua nazione.
Gli hanno ammazzato la figlia, forse hanno sbagliato persona perché forse volevano uccidergli la moglie. Nessun colpevole.
Ma questa storia è già diventata romanzo e film, oppure c'è ancora da aspettare il prossimo colpo di scena?

(foto sardegnaturismo.it)

sabato 24 giugno 2017

PER UN TOTALE DI 31 EURI





Sono tornato in libreria.
Avrei speso mille euri, percepivo freschezza tra gli scaffali
Preso questi due libri nuovi.
15% di sconto.
Quasi sicuro che fanno per me.
Vi dico presto.






---questo blog si autodistruggerà appena compiuti dieci anni---

lunedì 1 maggio 2017

TRIPPA E ROBOT


Ciao, è il primo maggio, sono le sette e mezzo di mattina, non vado a dormire, vado a Volterra con un grande quartetto, andiamo a mangiare la trippa a colazione.
Ciao a tutti, mi leggete ancora in tanti, anche se ho la fondata impressione che la maggioranza di voi sia composta da robot. E allora buon Primo Maggio a tutti i miei robot del mondo, nella viva speranza, che prima o poi, possiate avere la gioia e l'intelligenza per mettere un po' di passione nelle vostre teste di metallo, e chissà che un giorno, in un lontano arido futuro tutto programmato, sbocci a sorpresa il rosso fiore  dello sciopero interplanetario del primo maggio di tutte le galassie dell'universo.
Domani vi dico com'era la trippa, e se ci fu un seguito.




immagine da http://ste.india.com/ 

giovedì 23 marzo 2017

ANDARE OLTRE


Lunedì sera ci facciamo una pizza marinara verace.
L'infografica metallica sul tavolo reclamizza una birra bianca.
La nuova birra bianca del noto marchio nazionale.
E fino a qui, sai, che sarà mai?
E' quello che c'è scritto che c'intriga o c'inquieta.
'La birra che si conserva meglio a testa in giù'
Diamo per scontato che nella testa del pubblicitario che ha coniato lo slogan, ci sia un riferimento alla fine di quel noto dittatore italiano. Facciamo le nostre ipotesi, ma la manovra comunicativa che ci sta sotto tende a sfuggirci.
Secondo voi, perché?


foto  www.birrificio61cento.beer